venerdì 22 febbraio 2008

poesia uno

Chi sei tu che ti arroghi il diritto di amministrarmi, amministrarci?
Tu che sei al soldo di finanzieri e grosse lobby industriali,
Tu che dici che la politica è il tuo sogno, ma non il mio o il nostro,
Tu che parli dal privilegiato pulpito messo a disposizione dai tuoi servi,
Voi che avete il coraggio di giocare in eterno al gioco delle tre carte,
Voi che con le vostre promesse e i vostri telegiornali finti e il copione scritto da sceneggiatori dell’Erario
Creperete pure voi.