venerdì 22 febbraio 2008

poesia uno

Chi sei tu che ti arroghi il diritto di amministrarmi, amministrarci?
Tu che sei al soldo di finanzieri e grosse lobby industriali,
Tu che dici che la politica è il tuo sogno, ma non il mio o il nostro,
Tu che parli dal privilegiato pulpito messo a disposizione dai tuoi servi,
Voi che avete il coraggio di giocare in eterno al gioco delle tre carte,
Voi che con le vostre promesse e i vostri telegiornali finti e il copione scritto da sceneggiatori dell’Erario
Creperete pure voi.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Leggeremo anche qui.
Cià bello.

Cappellaio Matto - Lepre Marzolina ha detto...

... Bravo bravo dacci il materiale che qui siam tutti curiosi...
Ossequi!

Anonimo ha detto...

Come si vede che non c'hai un cazzo da fare..

Anonimo ha detto...

Bello... già, proprio bello.
Vedo che ci stai dando dentro forte nello scrivere.

Anonimo ha detto...

Chota hai ragione non ha un cazzo da fare questo Cloruro e si vede, ma va a lavorare, sul serio.

Anonimo ha detto...

ahahahaha..

anonimo,
io stavo scherzando..

Anonimo ha detto...

che vuol dire canemacchina?
ciao clorurino.."due di due"ci sta tutto ;) sorrisi per te...
raffabella